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Alla scoperta del chiacchierino Alla scoperta del chiacchierino

Frivolité che passione! Anelli e archi si compongono in delicati e preziosi intarsi

Una delle tecniche più famose e antiche è sicuramente il chiacchierino, detto anche  pizzo a navetta. Tale denominazione deriva dal fatto che il chiacchierino viene eseguito per realizzare merletti e pizzi attraverso l’uso di una spoletta detta navetta, un piccolo strumento disponibile in commercio sia in forma ovale con dorso ricurvo, sia munito all’estremità di un piccolo uncinetto. Oltre la navetta è necessario usare dei filati ritorti, in cotone, seta o materiale sintetico e un uncinetto. Tutti questi strumenti sono indispensabili per realizzare il nodo, l’elemento base  sui cui si fonda questa  particolare tecnica di lavorazione. Precisamente, il nodo a chiacchierino si esegue dando al filo la giusta tensione e compiendo movimenti sincronizzati, in questo modo il filo della mano sinistra si  avvolgerà attorno al filo della navetta formando un cappio, all’interno del quale il filo della navetta dovrà scorrere senza mai annodarsi. Si può ricorrere all’utilizzo di una sola navetta  per formare gli anelli o di due navette per eseguire gli archi. Elementi decorativi tipici sono i pippiolini o picot, necessari per l’unione dei vari elementi del pizzo a chiacchierino.



Appresa la tecnica e acquisita un po’di manualità si eseguono lavori di inconfondibile raffinatezza. Il chiacchierino riscuote da sempre un indubbio successo, addirittura sembra che nelle tombe egiziane siano stati rinvenuti dei pizzi a chiacchierino e che gli stessi egizi utilizzassero delle navette dette “makou” per creare archi e anelli. Per quanto concerne, l’origine del nome “chiacchierino” c’è chi suppone che derivi dal francese “frivolité” altri sostengono invece che provenga dalla parola inglese “tatting”, termine utilizzato per indicare il chiacchierare tra donne. Non a caso il chiacchierino si diffuse principalmente in epoca vittoriana, tra le nobildonne inglesi era tradizione realizzare tende, copriletto, complementi d’arredo al chiacchierino. Si racconta che navette in oro, avorio o con pietre preziose venissero lasciate in dote alle giovani fanciulle. A testimonianza della popolarità di questa tecnica molti sono i quadri dell’epoca che raffigurano signore dell’alta borghesia intente ad eseguire merletti al chiacchierino. Una curiosità: il primo ricamo al chiacchierino ritrovato è il  rivestimento di un paio di sedie del 1750 ad opera di Mary Granville.
Dopo un periodo di decadimento, nel ventunesimo secolo, ci fu una grande riscoperta del pizzo a navetta grazie al perfezionamento della tecnica e alla rappresentazione di nuovi soggetti : animali, fiori, icone. A tutt’oggi questa lavorazione coinvolge  molte signore che si dedicano con grande maestria alla realizzazione di guarnizioni d’arredo, di delicati centri e di ornamenti preziosi tutti rigorosamente al chiacchierino.

I grafici e le spiegazioni dei lavori presentati in questa rubrica sono stati pubblicati sulla Collana Prestigio n. 82

Vi segnaliamo:

Scuole e associazioni in Italia

  • Laboratori tessili di Cristina Notore: si organizzano a Rimini e Riccione corsi di chiacchierino, merletto a fuselli, ricamo classico e sfilature.
    Informazioni: cristinanotore@libero.it 
  •  Associazione a Conversano promuove dei corsi livello base  e livello avanzato per l’apprendimento della tecnica del chiacchierino
    Informazioni:  www.ilchiacchierino.com

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